Come misurare e comunicare la sostenibilità d’impresa?

28-06-2021
Come misurare e comunicare la sostenibilità d’impresa?

Il report di sostenibilità è ormai riconosciuto a livello globale come strumento di dialogo tra le imprese ed i propri portatori di interesse, in merito alle ormai note performances ESG (Environment, Social & Governance). Attraverso di esso le aziende comunicano qual è il proprio approccio sui temi della sostenibilità, le attività che promuovono, gli obiettivi che si pongono ed i risultati raggiunti.

Dal Bilancio sociale al Report di Sostenibilità

Le modalità di reporting delle dinamiche non finanziarie è un tema in rapida evoluzione. In pochi anni si è passati da una logica in cui le aziende – tramite il cosiddetto Bilancio Sociale – producevano documenti senza un preciso schema contenutistico, ad un approccio che stimola le imprese ad adottare criteri di compilazione codificati, guidati da framework e standard internazionali globalmente riconosciuti. Il passaggio non è banale, né tantomeno deve essere visto come un limite burocratico. Da documenti per lo più autoreferenziali, in cui le imprese raccontavano solo le iniziative e numeriche maggiormente funzionali a dare lustro al brand aziendale, oggi i principi di redazione condivisi promuovono trasparenza, leggibilità e verificabilità delle informazioni.

Misurare meno, misurare meglio

Le linee guida maggiormente riconosciute fanno riferimento ad organizzazioni quali il Global Reporting Initiative (GRI), l’International Integrated Reporting Council (IIRC) e il Sustainability Accounting Standards Board (SASB), a cui si sommano esperienze a diffusione più limitata. Anche se il “menù” degli standard di rendicontazione rimane ancora lungo, tutti condividono un medesimo approccio: quello della materialità.

Il metodo di redazione richiede all’azienda di fare focus sui cosiddetti temi materiali, ovvero quegli elementi (interni e/o esterni) che hanno maggiore capacità di incidere (positivamente e/o negativamente) sulla sostenibilità dell’organizzazione. Quindi se la vecchia scuola di reporting ammetteva una rendicontazione “libera” dei tanti aspetti di sostenibilità, oggi l’azienda è chiamata a fare un’analisi delle proprie attività sostenibili, per poi misurare e comunicare ciò che veramente conta per la sostenibilità dell’organizzazione.

L’importanza del parere degli Stakeholders

L’aspetto più innovativo di questo nuovo approccio è che prende in considerazione la prospettiva dei portatori di interesse. L’approccio prevede infatti che l’azienda richieda agli stakeholders di esprimere un proprio parere, tramite voto, su ciascuno dei temi di sostenibilità salienti. L’azienda è chiamata a rispondere quindi sulle variabili che contemporaneamente hanno impatto sull’azienda stessa e su dipendenti, fornitori, clienti, comunità, istituti di credito, etc. La votazione dei temi materiali è il primo passo verso un’inclusione autentica degli stakeholders: il prossimo futuro del reporting verterà proprio sulla formulazione strategica condivisa.

Chi è tenuto a fare attività di Reporting?

Con il Decreto Legislativo 254/2016 l’Italia ha recepito la Direttiva Barnier (2014/95): con esso si prevede l’obbligo – da parte delle grandi imprese di interesse pubblico con più di 500 dipendenti, di fornire un’informativa integrata e complementare rispetto al bilancio d’esercizio. Questa reportistica è necessaria a comprendere:

  • attività,
  • andamenti e risultati relativi ai temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani
  • alla lotta contro la corruzione attiva e passiva,
  • descrizione del modello aziendale di gestione, delle politiche praticate, di un’analisi dei rischi delle relative modalità di gestione.
L’ipotesi dell’obbligo di redazione del reporting di sostenibilità anche alle PMI

Se si attuasse la discussione attualmente in atto in sede europea (informativa del 2021/0104 del 21 aprile 2021), si andrebbe ad estendere l’obbligatorietà anche alla piccola e media impresa della redazione del Reporting di Sostenibilità.

Al di là dell’obbligatorietà, de facto ragionare sulla predisposizione di una reportistica di sostenibilità è un tema che è utile affrontare da parte di tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni e dal settore di appartenenza. I vantaggi sono molteplici:

  • il reporting permette di comprendere con maggiore attenzione rischi ed opportunità extra-finanziari;
  • mette in evidenza il tema dei capitali intangibili e di come essi concorrono alla creazione di valore;
  • completa il quadro delle decisioni strategiche;
  • migliora la reputazione della propria marca 
Non solo comunicazione, ma anche comunicazione

In sintesi, l’attività di reporting non ha come scopo primario quello della comunicazione. È un passaggio utile a comprendere come l’azienda gestisce dimensioni che in misura sempre maggiore concorrono alla creazione di distintività, vantaggio competitivo e valore. Ma la finalità comunicativa rimane ugualmente importante: spiegare il “perché”, oltre che il “cosa” ed il “come”, un’azienda decide di affrontare il percorso di sostenibilità diventa oggigiorno indispensabile per tenere agganciati il proprio personale, fornitori, clienti ed in generale gli attori che ruotano attorno l’azienda.

Come ti possiamo supportare?

Assolombarda e Assolombarda Servizi hanno avviato un percorso per guidare le imprese verso la sostenibilità. Il nostro Servizio integrato consente di individuare le caratteristiche sostenibili delle imprese che incidano sulla loro competitività e performance e di integrarle nelle loro strategie di business. Attraverso queste operazioni sarà possibile rendere credibili e misurabili le iniziative di sostenibilità ed intercettare l’interesse del maggior numero di finanziatori, già oggi molto attenti al tema della sostenibilità.

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