Smart working: il piano per il lavoro agile in azienda

20-12-2021
Smart working: il piano per il lavoro agile in azienda

In tema di smart working, il 7 dicembre 2021, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stato raggiunto un accordo con le Parti sociali per il primo “Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile” nel settore privato.

Smart working: il protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile

Secondo quanto dichiarato dal ministro Andrea Orlando, il Protocollo “fissa il quadro di riferimento per la definizione dello svolgimento del lavoro in smart working, individuando le linee di indirizzo per la contrattazione collettiva nazionale, aziendale e territoriale, nel rispetto della disciplina di cui alla L. 22 maggio 2017, n. 81 e degli accordi collettivi in essere e affidando alla contrattazione collettiva quanto necessario all’attuazione nei diversi e specifici contesti produttivi”.

L’emergenza sanitaria ha dato una notevole spinta alla diffusione del concetto di smart working. La sfida che deve essere colta, in questo momento più che mai per non restare indietro, è quella di costruire un progetto su misura per la specifica realtà aziendale che, tenendo conto delle indicazioni provenienti dal Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile, aiuti dirigenti e lavoratori a distinguere lo smart working d’emergenza dal vero e proprio smart working, disciplinato dalla L.81 del 2017.

Il servizio di consulenza sullo smart working

Gli aspetti fondamentali ripresi dal Protocollo Nazionale sul lavoro in modalità agile sono gli stessi su cui, da sempre, Assolombarda Servizi focalizza l’attenzione durante il supporto alle aziende che intendono implementare un progetto di smart working.
Supporto progettato, sin da prima dell’entrata in vigore della normativa di riferimento, con un approccio sia di tipo consulenziale, attraverso l’analisi organizzativa, l’analisi degli strumenti e dell’impostazione tecnologica, la verifica degli aspetti di salute e sicurezza sul lavoro agile, sia di tipo formativo, attraverso la progettazione ed erogazione di specifici interventi formativi destinati agli smart worker e agli smart leader.

Diventa ancor più importante, in questo momento storico, ragionare sullo specifico contesto aziendale, affinché gli elementi su cui la singola azienda basa il suo progetto di smart working siano coerenti ed in linea con la cultura aziendale e non vengano percepiti come contrastanti rispetto ai codici di comportamento definiti dalla direzione.

 

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di riferimento

Marianna Tritto
Service Manager Formazione in Azienda, Smartworking, INAIL, Welfare, Mobility

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